Breve guida ai marketplace: cosa sono, a chi servono, come utilizzarli

Categoria: Gestione operativa
Pubblicato il: 08-08-2018

Vendere online significa far entrare in contatto i propri prodotti o i propri servizi con un pubblico vastissimo e una clientela potenzialmente illimitata. Per farlo esistono numerosi strumenti messi a disposizione dalla rete e fondamentalmente raggruppabili in due modalità: costruirsi il proprio sito di ecommerce, prendendosi totalmente carico della sua gestione, oppure affidarsi a un marketplace, come ad esempio Amazon o eBay.

Quest’ultima è la soluzione più diffusa tra chi ha bisogno di visibilità immediata ma non ha ancora le risorse o il know-how per il management autonomo di un ecommerce.

Ma cosa si intende di preciso quando si parla di marketplace? A chi si rivolgono e come si utilizzano questi portali web dalle dimensioni sconfinate? Proviamo a capirlo un po’ meglio.

 

Il futuro della logistica a portata di click
Scarica il report completo di DHL!

Di cosa parliamo?

Un marketplace è un sito di intermediazione per la compravendita di beni e servizi. Si tratta in sostanza di un mercato online o, a seconda delle dimensioni, di un vero e proprio centro commerciale, che mette a disposizione dei venditori alcuni spazi virtuali dove poter proporre agli utenti del web prodotti e servizi. I merchant beneficiano così della fama e della visibilità di questi mercati, in cambio di commissioni sulle vendite.

I marketplace possono essere classificati in base alla gamma di prodotti che offrono e alla vastità del pubblico di riferimento e si distinguono in due grandi categorie:

  • marketplace verticali, ossia quelli che si focalizzano su un’unica tipologia di prodotto, magari concentrandosi su un’utenza di nicchia (ad esempio Zalando o ASOS per l’abbigliamento, oppure RedBubble per l’arte e l’artigianato indipendente)
  • marketplace orizzontali, cioè quelli che offrono svariate tipologie di prodotti a una clientela di qualunque genere. Tra questi spiccano naturalmente i principali player del mercato, come Amazon, eBay, Alibaba, Rakuten...Recentemente è stata introdotta una funzione simile anche su Facebook: sono i cosiddetti marketplace globali.

A chi sono indirizzati?

Su queste piattaforme operano una moltitudine di aziende, dai grandi brand con una fama consolidata in tutto il mondo, alle startup che provano a costruirsi la propria immagine sfruttando inizialmente quella del portale di riferimento.

Affidarsi a un marketplace, in effetti, è una strategia utile soprattutto per chi è alla ricerca di visibilità in tempi brevi, ha la necessità di testare un mercato (sia locale sia internazionale) e vuole provare a vendere da subito risparmiandosi investimenti eccessivi sul marketing, come avverrebbe invece nel caso dell’apertura di un sito di ecommerce. Piattaforme come Amazon, d’altronde, investono tantissimo nella pubblicità e le loro pagine sono sempre in cima alle liste dei motori di ricerca, facilitando il contatto tra i merchant e la potenziale clientela.

Inoltre, grazie a specifici strumenti e plugin dedicati, rendono possibile gestire in maniera semplice ed efficace tutto ciò che concerne gli aspetti logistici: ordini, trasporto, spedizioni, resi, eccetera.

Come funzionano?

Ogni marketplace, naturalmente, ha le sue peculiarità e le sue caratteristiche specifiche. In linea di massima, in ogni caso, il funzionamento lato venditori è più o meno lo stesso per tutti. Il primo passo è la creazione di un account venditore, dove registrare i propri dati fiscali e bancari, oltre a tutte le informazioni riguardanti la propria azienda. Questo consentirà di accedere ad un pannello di controllo riservato ai merchant (ad esempio il Seller Central di Amazon) attraverso il quale poter svolgere tutte le operazioni gestionali: creare un catalogo di prodotti, pubblicare le inserzioni, modificare i prezzi e così via.

Le piattaforme mettono a disposizione degli iscritti una serie di tool per controllare il numero di accessi e di vendite, oltre ad alcune utilità extra in genere incluse in pacchetti premium a pagamento (ad esempio la possibilità di accedere a report dettagliati sugli acquisti). Va ricordato, tuttavia, che il proprio negozio virtuale resta sempre una sezione del marketplace e che pertanto le possibilità di personalizzarlo sono piuttosto limitate, anche se ultimamente è in crescita la tendenza a permettere di lavorare su grafiche e template.

Il modello di business dei marketplace prevede che il guadagno giunga dalle commissioni sulle vendite. Generalmente esse sono modulate in base al volume degli affari, pertanto le aziende che vendono poco pagheranno una percentuale più bassa di quelle che vendono molto (si oscilla tra il 10% e il 30%). In alternativa alcuni consentono l’adesione a piani di abbonamento a tariffa fissa, anch’essi scaglionati in base alla “potenza commerciale” delle imprese.

LOGISTICS TREND RADAR - GUIDA DEFINITIVA SULLA LOGISTICA DEL FUTURO - REPORT DHL

Esplora il nostro blog