I motivi più comuni per cui gli ecommerce falliscono

Categoria: Gestione strategica
Pubblicato il: 09-04-2019

Sembrava andare tutto per il meglio, poi è iniziato il calo delle vendite, il crollo delle visite e, infine, la chiusura definitiva.

In un mercato così ricco, sono davvero molti gli ecommerce che nascono e muoiono ogni giorno: conoscere le ragioni per cui un portale chiude può essere utile come lezione da cui imparare molto. Ecco allora i motivi più comuni per cui un eCommerce potrebbe fallire.

1. La tua opinione conta troppo

Hai trovato l’idea perfetta da commercializzare, in grado di rivoluzionare il mercato in cui ti vuoi inserire? Eccellente. Non partire senza riflettere: inizia da un’analisi dell’offerta. Esiste già un prodotto simile in commercio? Anche se sei certo di no, fai un controllo per sicurezza. Se non c’è nulla di simile, è tempo di fare delle ricerche più approfondite riguardanti il target.

 

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A chi ti vuoi rivolgere? Con quale tono? Come pensi verrà percepito o recepito il tuo prodotto innovativo? Quali sono le alternative attualmente in commercio che potrebbero diventare la tua concorrenza? Quali sono i tuoi plus rispetto a loro? Saresti pronto a reagire in caso di un improvviso boom di richieste del tuo nuovo prodotto?

Tutte queste domande non devono trovare risposta in una semplice opinione bensì all’interno di indagini di mercato. Non basta il pensiero positivo: un business saldo deve potersi basare su dati concreti altrimenti il rischio di fallire diventa molto alto.

2. Pensare che il successo piova dal cielo

Il solo fatto di essere online non è sufficiente per farsi notare dal pubblico: è necessario buttarsi a capofitto sulla SEO. Un sito, per potersi indicizzare e posizionare correttamente sui motori di ricerca dev’essere ottimizzato e gli eCommerce non fanno eccezione.

A livello testuale, è utile fare una ricerca keyword per poter capire su quali parole chiave vogliamo essere trovati e, soprattutto, per quali domande degli utenti possiamo essere la risposta più adeguata. Non fare l’errore di posizionarti su una keyword lontana da quello che è il tuo core business, penalizzerebbe gli analytics del tuo sito e, di conseguenza, il suo posizionamento.

Una volta selezionate le parole chiave, si passa all’ottimizzazione dei contenuti testuali - titoli, tag, meta description, descrizioni - e delle immagini. Quest’ultimo punto, in particolare, è molto importante perché i motori di ricerca non sono in grado di leggere le foto, ma solo i contenuti testuali: per ovviare al problema, è bene inserire la parola chiave nell’alt text.

3. Mancanza di investimenti

Non si può pensare di avviare un ecommerce e poi lasciarlo andare al largo da solo: non può che andare a picco come una nave senza manutenzione. Per far crescere ed evolvere il proprio business servono investimenti: non necessariamente cifre da capogiro, basta essere capaci di posizionare i propri capitali con intelligenza in modo tale da avere un alto ROI e a lungo termine.

In particolare, è utile investire delle piccole cifre sul remarketing dei carrelli abbandonati e sulla SEM (Search Engine Marketing). Questo può aiutare il proprio eCommerce a guadagnare traffico e visibilità e, allo stesso tempo, ottimizzare il proprio tasso di customer acquisition.

Una parte di capitali va sicuramente utilizzata per acquisire nuovo personale: solo attraverso l’integrazione di professionisti all’interno del proprio team di lavoro possiamo dare una reale marcia in più al nostro eShop. Tra questi, ricordati di includere un bravo web designer per dare un aspetto curato al portale e un copywriter per produrre dei testi d’effetto.

4. Ignorare le abitudini dei consumatori

Navigando il tuo sito da pc è tutto una favola: immagini grandi con possibilità di zoom, testi ben leggibili con la giusta spaziatura, un menù ordinato e chiaro… Da mobile, invece? Molti eCommerce falliscono perché trascurano il proprio sito e non lo rendono fruibile da device portatili come smartphone e tablet.

Grande errore! Consideriamo due fattori: il primo riguarda il metodo di indicizzazione di Google che, dal 2018, ha introdotto il Mobile-First Index, un algoritmo che permette solo ai siti con una versione mobile di avanzare di posizione se la ricerca viene effettuata da un device come lo smartphone.

Il secondo fattore da tenere assolutamente in considerazione prima di abbandonare il mobile riguarda le abitudini di acquisto dei consumatori. Gli acquisti su device portatili sono in netto aumento: non possiamo permetterci di perdere una fetta di consumatori sempre più ampia.

Quattro scivoloni che devono essere assolutamente evitati se si vuole aggirare la catastrofe e far crescere il proprio eCommerce. Ma la lista potrebbe andare avanti ancora a lungo: allora è bene prestare attenzione a ciò che ci accade attorno e documentarsi sulle case history per evitare di commettere errori e calare a picco!

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